Laura Carcano e Marzia Vignoni hanno condiviso un percorso di crescita professionale pluriennale nel Servizio Sanitario Nazionale presso Centri per la diagnosi e la cura dell’obesità e Unità di Chirurgia bariatrica.

L’esperienza clinica a contatto quotidiano con la sofferenza e la richiesta di aiuto dei pazienti ha sollecitato un’ampia riflessione, condivisa nella ricerca di nuove risposte.

Il costante aggiornamento in ambito psicologico e nutrizionale e il confronto continuo con l’applicazione integrata nella pratica clinica le ha convinte che occorresse scardinare quella sorta di assunto di base, carico di rassegnazione e diffuso sia tra gli operatori che tra i pazienti, per cui alla fin fine qualsiasi trattamento che riguardi gli squilibri del comportamento alimentare fallisce quando si arriva alla fatidica fase del mantenimento dei risultati raggiunti, a meno che il paziente non abbia quasi miracolosamente acquisito nel frattempo quello che prima non aveva, cioè una ferrea, motivatissima volontà di non abbandonare i comportamenti salutari, oppure non abbia avuto accesso a una psicoterapia in grado di togliere la componente egosintonica ai comportamenti squilibrati.

Ma non sempre l’accesso a una qualsiasi forma di psicoterapia è indicato, oppure non sempre è possibile, mentre è di assoluta evidenza che una riduzione di peso non è di per sé abbastanza motivante per sostenere a lungo nel tempo lo sforzo di autocontrollo nel mantenere un’attività fisica stabile e comportamenti alimentari restrittivi non gratificanti per il paziente.

La persona in linea di massima tende quindi a ritornare a mangiare “male”, senza gustare davvero il cibo, non avendo mai acquisito questa capacità, e a recuperare, spesso con gli interessi il peso faticosamente perso, abbandonando anche l’esercizio fisico che in realtà non era veramente gradito.

Mosse dall’intenzione di aiutare le persone ad uscire da questo labirinto hanno via via estrapolato da protocolli terapeutici, principi di fisiologia della nutrizione e dietoterapia un insieme coerente di tecniche educative, un tipo di training compatibile e altamente integrabile con qualsiasi terapia medica e psicologica di cui va a potenziare le probabilità di successo nella fase di mantenimento.

Il training è in grado, là dove se ne constata l’assenza o piuttosto l’insufficienza, di aiutare la persona ad acquisire la piena consapevolezza propriocettiva del corpo in movimento e di tutti gli stimoli sensoriali direttamente sollecitati dal rapporto col cibo, con la ri-scoperta del piacere collegato.

Il rinforzo positivo che scaturisce dai risultati del training orienta il paziente ad essere finalmente autore e libero protagonista dei suoi cambiamenti, che assumendo la connotazione della piacevolezza e della maggiore soddisfazione rispetto ai comportamenti precedenti lo attraggono e, una volta acquisiti, rimangono costantemente desiderabili e non richiedono più sforzi per essere poi mantenuti stabilmente nel tempo.

Incoraggiate dai risultati, Laura Carcano e Marzia Vignoni hanno messo a punto e sistematizzato il training in un metodo educativo, gli hanno dato un nome: MOVEAT, che può essere letto scorporandolo nei due verbi inglesi MOVE e EAT (muoversi e mangiare) uniti nel logo dai concetti di leggerezza e felicità, e che in lingua latina significa “che si muova“, intendendo così sottolineare l’innovativo cambio di punto di vista insito nella filosofia del metodo.

Attualmente ne stanno estendendo l’applicazione, oltre che in ambito clinico in collaborazione con Medici Specialisti e Psicoterapeuti, in quello dell’Educazione alla Salute e della Prevenzione.